Castello Svevo

L’imponente castello svevo di Brindisi, che riassume, si direbbe, queste diverse interpretazioni, è a un tempo la fortificazione simbolo della città ed essenziale punto di riferimento per la Marina Militare Italiana.

I castelli, nella loro indeterminatezza, appartengono di diritto a una geografia romanzesca che ha tra le sue reiterazioni novecentesche Il Processo e Il Castello di Franz Kafka e  Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati.  Il castello è stato utilizzato come simbolo di chiusura verso il mondo esterno e verso gli altri, di difesa a oltranza delle proprie posizioni, di vivere troppo in una dimensione fantastica (si pensi all’espressione “castelli in aria”), di non dare concretezza alle proprie idee (si pensi all’espressione “castelli di sabbia”).

L’imponente castello svevo di Brindisi, che riassume, si direbbe, queste diverse interpretazioni,  è a un tempo la fortificazione simbolo della città ed essenziale punto di riferimento per la Marina Militare Italiana. Già il Galateo, nel De situ Japigiae, rilevò che Brindisi “arcem habet miro opere, et quadrato lapide”; edificato nel XIII secolo, con numerosi ampliamenti attribuibili a epoche successive, il maniero, che prospetta sul seno di ponente del porto interno, è una delle più interessanti fortificazioni dell’Italia meridionale, soprattutto grazie alla posizione strategica che gli ha consentito d’avere un ruolo rilevante anche durante i due grandi conflitti mondiali dello scorso secolo. Affascinante testimonianza di costruzione medievale, il castello, completato in età angioina con l’intervento del regio protomagister Pierre D’Agincourt subì una complessiva ridefinizione in età aragonese; fu allora coperto da volte il preesistente fossato, realizzato un antemurale che trovava i suoi focali di difesa in quattro grandi baluardi a base troncoconica, scavato un nuovo fossato.  Sull’impianto aragonese si sviluppano i successivi interventi cinquecenteschi con la costruzione della batteria di Levante e del baluardo della >Campanella.  Dal 1814 il castello fu utilizzato quale bagno penale; il 1908 fu acquisito dalla Marina Militare che vi ebbe la principale base operativa durante la grande guerra.  Nel secondo conflitto mondiale ospiterà, per il periodo in cui Brindisi è sede del governo italiano, dal 10 settembre 1943 al 14 febbraio 1944,  il re Vittorio Emanuele IIII.

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Brindisi 72100 Puglia IT
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