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1 day ago

Past Brindisi

Ritorna con gli ultimi rintocchi d’estate il «Barocco Festival Leonardo Leo», al volgere della XXI edizione, rassegna itinerante di nove appuntamenti pensata per valorizzare il patrimonio di musica antica nel segno di Leonardo Leo, tra i maggiori esponenti della scuola napoletana del XVIII secolo con natali a San Vito dei Normanni. La finestra sul repertorio musicale dei secoli XVII e XVIII, diretta dal M.O Cosimo Prontera e curata dal «Centro studi e documentazione Leonardo Leo», è prodotta dalla Regione Puglia, dalle Città di San Vito dei Normanni e Brindisi, in collaborazione con i Comuni di Cisternino, Carovigno e Fasano, con il Teatro Pubblico Pugliese, infine con il patrocinio dell’Università degli Studi di Bari «Aldo Moro». Tutti gli ingressi sono gratuiti.

L’edizione è stata presentata questa mattina nel salone di rappresentanza della Prefettura di Brindisi. All’incontro hanno preso parte il Vicario del Prefetto, Pasqua Erminia Cicoria, il sindaco di San Vito dei Normanni, Domenico Conte, il vice sindaco di Brindisi, Rita De Vito, l’assessore alla Cultura del Comune di Carovigno, Antonella La Camera, il presidente dell’associazione «Le Colonne – Arte Antica e Contemporanea», Anna Cinti, e il direttore artistico del Festival, Cosimo Prontera.

«La Prefettura di Brindisi – ha esordito Pasqua Erminia Cicoria – è lieta di ospitare la presentazione di una tra le rassegne più qualificati e qualificanti della provincia, capace di promuovere il valore della cultura rendendo ciascuno protagonista del suo spazio e del suo tempo, fedele all’ideale di riconoscere l’universalità del linguaggio musicale. La cultura, con i suoi esponenti e le sue iniziative, non può non essere vicina a Genova per la tragedia che ha sconvolto la sua comunità».

Il M.O Cosimo Prontera, direttore artistico del Barocco Festival Leonardo Leo

«La cultura aiuta a rispettare il territorio – ha aggiunto Domenico Conte – e dunque quello in cultura e conoscenza rimane il migliore investimento per il futuro che un’Amministrazione possa fare. Mi auguro che il Festival divenga una realtà ancor più strutturata perché lo sviluppo di un territorio ha bisogno di saldarsi a una identità e questa di generare attenzione. Il Barocco Festival deve diventare l’evento-simbolo del territorio».

«La cultura è un valore che va sostenuto coordinando gli attori e valorizzando le loro opere – ha osservato Rita De Vito –, specie se attraversano la storia e l’identità del territorio. Per la nostra Amministrazione la cultura ha un valore primario e la musica in particolare è un codice universale che supera barriere e differenze: Beethoven diceva che dove le parole non arrivano la musica parla. Con la musica il Festival racconta del nostro passato e disegna il tratto della nostra comunità».



«Cultura significa avere coscienza delle proprie possibilità – ha sottolineato Antonella La Camera – e il Festival ha il merito di mettere la bellezza dei nostri luoghi e la ricchezza delle nostre memorie al centro di un meraviglioso spot per il territorio. Benvengano le reti tra territori. È così che vogliamo farci conoscere, in modo coeso e coerente».



«Il Barocco Festival – ha spiegato Anna Cinti – ha il pregio di consolidare il senso di comunità tra i centri della provincia che lo ospitano. La nostra Associazione ha il compito di dare anima ai beni culturali e la sua mission si sposa bene con l’idea del Festival, quella di divulgare la musica antica negli scenari più esclusivi della nostra storia».

«La cultura è lo strumento che misura il grado di civiltà di un Paese – ha concluso Cosimo Prontera -: il Festival prova a muoversi sul doppio piano inclinato della memoria e del senso identitario. Risalire all’opera di Leonardo Leo significa viaggiare nel tempo tra rivoluzione e meraviglia».

Si comincia giovedì 23 agosto alle ore 21, presso il Chiostro dei Domenicani a San Vito dei Normanni, con «La contesa dell’amore e della virtù», una festa teatrale composta da Leonardo Leo per il matrimonio del principe ereditario di Spagna e della Reale Infanta Maria Teresa e messa in scena per la prima volta ad agosto 1744. L’opera, in forma di manoscritto autografo presente nella biblioteca Nazionale di Francia, è stato trascritto dal M.O Cosimo Prontera che dirige in prima esecuzione l’orchestra baroque «La Confraternita de’ Musici», con il soprano aquilano Claudia Di Carlo nel ruolo di Virtù, il contralto polacco Agata Bienkowska in quello di Amore, infine il basso fasanese Angelo De Leonardis, che cura anche la regia, in quello di Marte. Condurrà la serata il giornalista Raffaele Romano.

«Bisogna che i monumenti cantino – scriveva Paul Valery -, è necessario che essi generino un vocabolario, creino una relazione, contribuiscano a creare una società civile». Così, la musica del «Festival» torna nella Corte di Palazzo Montenegro, domenica 26 agosto. La residenza del Prefetto diventa scenario, alle 21, di arie, cori e concerti del teatro d’opera settecentesco, un intreccio di scena, tra opera buffa, intermezzo e opéra-comique, che ritrova il M.O Cosimo Prontera alla direzione al cembalo al fianco del «Gesualdo da Venosa Choir», con il soprano volterrano Patrizia Cigna e il controtenore fiorentino Antonio Giovannini.

La XXI rassegna internazionale di musica antica prosegue lunedì 27 agosto, alle ore 21, nella suggestiva cornice del Castello Dentice di Frasso di Carovigno, con il progetto «La musica delle terre», un viaggio lungo gli incroci tra “musica popolare” e “musica colta”, commistione necessaria alla libertà creativa dei compositori tra il XVII e il XVIII secolo. Il Concerto è stato richiesto a gran voce dal pubblico del festival, sottolineando un momento importante e coinvolgente di questa fortunata produzione. In scena l’orchestra «La Confraternita de’ Musici» questo appuntamento segnerà un tratto evocativo e ricco di suggestioni tra moresche, balli municipali, ground inglesi e partite su melodie tradizionali.

La kermesse si sposta mercoledì 29 agosto, alle 21, sullo scivolo di alaggio del porto vecchio (zona Sciabiche, porta Thaon DeRevel), dove è atteso l’«ancient Brass Ensemble» con un concerto, scelto in funzione del contesto, che include due celebri capolavori di Händel: la «Musica sull’acqua» e la «Musica per i reali fuochi d’artificio». Entrambe le partiture, che prevedono un organico con strumenti a fiato, furono composte in uno stile fastoso per onorare i sovrani d’Inghilterra. La «Water Music» fu eseguita durante un grandioso “party” sul Tamigi a cui partecipò lo stesso sovrano Giorgio I con il fior fiore dell’aristocrazia londinese. Un trattato di pace fornì invece lo spunto per l’altra Suite, destinata ad accompagnare lo spettacolo dei reali fuochi d’artificio. In programma anche la suite di Tielman Susato. Condurrà la serata il giornalista Antonio Celeste.

Il «Barocco Festival» fa ritorno a San Vito dei Normanni, nel Chiostro dei Domenicani, venerdì 31 agosto alle ore 21, con uno spettacolo del «Trio Galanterie» dal titolo «Oh qual meraviglia»: protagonista il mandolino, strumento che nell’Ottocento diventa uno dei più diffusi e popolari, ma che aveva visto il suo coinvolgimento strumentale già nel concerti settecenteschi, basti pensare alle “sperimentazioni” vivaldiane. Fu presente nelle botteghe degli artigiani come nelle abitazioni di borghesi, non raro a trovarsi in qualche ambiente della nobiltà alla luce del facile apprendimento e alla portata di chi, oltre al virtuosismo, mira ma al puro piacere di far musica.

Il «Barocco Festival» sfoglia il suo programma e fa sosta a Cisternino, nell’atrio della Chiesa Santa Maria di Costantinopoli, domenica 2 settembre alle ore 21, con un programma, dal titolo «Matematica & Sensibilità», che presenta le sonate per violino e cembalo di Johann Sebastian Bach con una finestra aperta su Leonardo Leo: protagonista un duo d’eccezione formato da Victoria Melik (violino barocco) e Basilio Timpanaro (clavicembalo).

Il «Festival» ripercorre un tema classico mercoledì 5 settembre alle ore 21. Si torna a Brindisi, nel Chiostro del Palazzo Vescovile, per un ideale viaggio a «Napoli» tra le musiche di Orlando di Lasso, Totò e Maria Pia De Vito. Un omaggio alla città dei quattro conservatori, centro della musica antica, classica ed etnica, infine culla di una nuova civiltà culturale capace di effondere il suo illuminato riverbero in tutta Europa. Trio insolito che vede affondare le radici dei musicisti in ambiti “lontani”: quella della musica popolare, del jazz e della musica antica fornendoci una commistione sorprendente. In scena dei big di questi ambiti: Maria Pia De Vito (voce), Michel Godard (serpentone) e Claudio Astronio(cembalo).

La rassegna internazionale di musica antica fa tappa a Fasano venerdì 7 settembre, alle ore 21, nella Chiesa del Purgatorio. Titolo del concerto «Nordiche sonorità», un programma dedicato ai tratti bachiani omaggiando Leonardo Leo, con brani legati a cantate e corali che oggi sono andati perduti ma che nel XVII e XVIII secolo erano comunemente utilizzati nelle composizioni di musica sacra e non. Si ascolterà una rara esecuzione del mottetto leano Nautes in navis sine remo. In scena l’«Ensemble Artemisia».

«Viva Bacco» saluta l’edizione laddove si era messa in cammino, nel Chiostro dei Domenicani, a San Vito, domenica 9 settembre alle ore 21. L’«Ensemble Concentus» e la compagnia di danze storiche «Tempus Saltandi» ricreano la gioiosa atmosfera della musica, dei canti e dei balli di festa del Rinascimento: in un ricco palazzo, attorno a una tavola sontuosamente apparecchiata, nobili, eleganti dame e cortigiani, godono del cibo e del vino allietando, con festosi canti e danze, le splendide feste di corte. Questo era il quadro rinascimentale della “festa”, riproposta dagli ensemble con dovizia di particolari: musicali, coreutici e sartoriali, in una esecuzione storicamente informata. Il concerto teatrale chiude la kermesse numero ventuno, una finestra sulla musica antica e su Leonardo Leo che risuona tra le vette di una storia che ci appartiene.
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