Gli aragonesi e i veneziani

Dell’instabilità politica ne approfittò il principe di Taranto, Raimondo del Balzo Orsini, per diventare, sul finire del secolo, signore di Brindisi.

Gli aragonesi e i veneziani

In età aragonese, affacciandosi i turchi in Adriatico, si pone il problema di una complessiva ridefinizione del sistema difensivo di Brindisi. Si costruisce il primo nucleo delle fortezze sull’isola di Sant’Andrea, si amplia il castello di Terra, si completa l’inclusione delle aree di levante nell’ambito urbano. Dopo il breve dominio veneziano, Brindisi entra nel sistema imperiale spagnolo quale estremo baluardo dell’occidente innanzi all’avanzare delle armate ottomane.

Il 22 luglio 1559 nacque in Brindisi, da Guglielmo Russo ed Elisabetta Masella, Giulio Cesare Russo. Traferitosi a Venezia, il 18 febbraio 1575 gli è concesso l’abito francescano e gli è imposto dal vicario provinciale, padre Lorenzo da Bergamo, il suo stesso nome: da quel momento sarà padre Lorenzo da Brindisi. Mandato a Padova a seguire i corsi di logica e filosofia e a Venezia quello di teologia, il 18 dicembre 1582 diviene sacerdote. La sua ascesa nell’ordine è rapida; il 1598 è posto a capo della schiera di missionari che i cappuccini, su sollecitazione del pontefice, inviano in Germania. Nel triennio del generalato, il 1604, può tornare a Brindisi ove decide la costruzione di una chiesa sotto il titolo di Santa Maria degli Angeli con annesso monastero per le claustrali. Finanziatori dell’opera, che doveva svilupparsi sul luogo stesso in cui era la casa natale del santo, saranno il duca di Baviera, la principessa di Caserta e altre personalità che il cappuccino aveva avuto modo d’incontrare durante le sue missioni in Europa.

Il 22 luglio del 1619, in Lisbona, forse avvelenato, il brindisino moriva; sarà beatificato nel 1783 da Pio VI, canonizzato nel 1881 da Leone XIII, proclamato dottore della chiesa, col titolo di doctor apostolicus, nel 1959 da Giovanni XXIII.