Le insurrezioni popolari e la colonna a Sant’Oronzo

Nel 1656 esplose un’epidemia di peste che provocò nel Regno di Napoli la morte di circa quindicimila persone, ma il Salento rimase immune.

Le insurrezioni popolari e la colonna a Sant’Oronzo

Nel 1647 Donato e Teodoro Marinazzo, due fratelli pescatori, capeggiarono una ribellione a Brindisi determinata dal combinato di crisi economica ed elevata pressione fiscale; la rivolta sarà repressa l’anno successivo col conseguente imprigionamento dei capi dei rivoltosi.

Nel 1656 rimasto il Salento immune da un’epidemia di peste, se ne rese merito a sant’Oronzo; in rendimento di grazie si eresse in Lecce un memoriale per il quale si utilizzarono i resti della colonna del porto di Brindisi, crollata al suolo il 1528.

The popular insurrection and the Column to S.Oronzo

In 1647 Donato and Teodoro Marinazzo, two fishermen brothers, led a revolt in Brindisi. The result was the abolition of taxes and the election of a new mayor. But the following year a  Spanish army of 500 men assaulted the town and the rebels were captured together with their leaders. Some of them were executed and some were  incarcerated for many years.

In 1656 the plague killed 15000 people throughout the Kingdom of Naples, but Salento remained miraculously immune and S. Oronzo, S. Rocco and the Vergine of Carmelo were considered the saviours.

The town of Lecce dedicated a statue to S. Oronzo as a sign of gratefulness and Carlo Stea, the mayor of  B. offered what remained of one of the two Roman Columns, which had mysteriously collpsed in 1520, to make the pedestal.

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